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I vertici della Timken sono irremovibili “Chiusura irrevocabile dello stabilimento di Villa Carcina” hanno fatto sapere. Una scelta ad agitare ancor di più le acque attorno al caso della multinazionale statunitense prossima al licenziamento di 106 operai. Il fulmine a ciel sereno di inizio settimana si sta trasformando in una catastrofe. Un braccio di ferro tra azienda e sindacati già approdato in Parlamento.

”Siamopronti ad aprire un tavolo” ha fatto sapere il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Lunedì la Timken aveva comunicato ai suoi 106 dipendenti la chiusura dello stabilimento bresciano offrendo un anno di cassa integrazione per cessata attività. La Fiom-Cigl chiede, quanto meno, il ricorso agli ammortizzatori sociali ordinari: trenta mesi di contratto di solidarietà. In videoconferenza, nella giornata di mercoledì, c’è stato un incontro tra le parti all’interno della sala comunale di Villa Carcina. Un faccia a faccia per cercare una soluzione.

Intanto le organizzazioni sindacali Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm hanno indetto uno sciopero di 4 ore a fine turno per tutto il settore metalmeccanico “per manifestare solidarietà ai dipendenti della Timken”. “Vogliamo difendere l’occupazione e il reddito, per impedire la riduzione della capacità industriale del Paese e per evitare che altre realtà seguano questi esempi negativi. Ma anche – spiega la nota firmata da più sindacali- per rivendicare investimenti e politiche industriali in tutto il territorio nazionale”.

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Il Pirlo delle 6

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