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268 minuti giocati, 4 gol. Secondo miglior marcatore del Brescia. Una rete ogni 67 minuti. Sono i numeri di Leonardo Morosini vero e proprio talismano della squadra guidata in panchina da Eugenio Corini. Gol pesanti ed importanti come la doppietta messa a segno contro il Cittadella a rimettere in equilibrio una sfida che sembrava persa. Eppure, numeri a parte, Leonardo Morosini viene utilizzato a singhiozzo dall’attuale tecnico biancoazzurro. Cosa che per altro era successo anche con David Suazo in panchina. In attacco al momento la coppia titolare è considerata quella formata da Alfredo Donnarumma ed Ernesto Torregrossa. Ed il “Moro”? Per lui partenza dalla panchina con l’attaccante bergamasco di nascita ma bresciano d’adozione utilizzato come arma nella seconda parte di gara. Ma Leonardo Morosini riserva non lo è e soprattutto non si sente. Lo ha detto chiaramente nel post gara di Cittadella facendo capire a tutti la fame di campo e la voglia di rilanciarsi con la maglia della sua città d’adozione. Leonardo Morosini è l’emblema di questo Brescia: lo deve diventare per tanti compagni di squadra. La fame, la voglia e lo spirito mai domo sono armi che devono appartenere a tutti, non a pochi eletti. Ed il “Moro” queste caratteristiche le ha nel Dna. Sa di dover recuperare il tempo perduto dopo il grave infortunio subito ad Avellino un anno fa. Ma Leonardo è sulla strada giusta.

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Il Pirlo delle 6

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