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È Brescia la capitale italiana del consumo di cocaina. Almeno stando ai dati scovati e pubblicati dal Corriere della Sera sulla base di uno studio dell’Istituto Mario Negri che, per stilare l’infelice classifica, utlizza un metodo molto particolare. Per essere molto semplici e diretti, l’istituo ormai dal 2005 analizza le acque dei depuratori ritrovando così i residui di sostanze stupefacenti nei reflui.

Sono state 33 le città sondate nel 2021, per un totale di 21 sostanze. Le più diffuse in Italia sono nell’ordine cannabis e appunto la cocaina per cui Brescia primeggia.

Attraverso i risutati dei test, numerosi campioni prelevati in diversi giorni, l’istituto può stimare quali e quante sostanze vengono normalmente consumate. Per il bresciano si è preso come riferimento il depuratore di Montichiari dove le dosi stimate di cocaina consumate ogni mille abitanti sono ben 26. Una cifra più che doppia rispetto alle 12 della media nazionale, che però varia molto di città in città. Solo a titolo d’esempio Roma arriva a 20, Milano a poco meno di 14 e Napoli 7,7.

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Per Brescia significa un trend in crescita se si considera che nel 2020 (anno comunque influenzato da covid e lockdown) le dosi erano 17 ogni mille abitanti.

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Il Pirlo delle 6

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