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L’insieme delle particelle atmosferiche solide e liquide sospese in aria vengono definite anche materiale particolato, da cui l’acronimo inglese PM (particulate matter). Con PM2,5 si identificano quelle particelle il cui diametro è inferiore o uguale ai 2,5 micron dove 1 micron (μ) corrisponde ad un millesimo di millimetro.

Mettendo il nome della città di Brescia all’interno del portale creato dall’ISGlobal Ranking of Cities il dato che emerge è assai allarmante. L’inquinamento dell’aria nella nostra città è pari a 27.5 posizionando Brescia in cima alla speciale classifica tra 858 città europee. Un dato quantomai allarmante sul quale porre assolutamente l’attenzione. Non solo.

Secondo questo dato dell’ ISGlobal Ranking of Cities 232 sarebbero le morti in un anno a poter essere evitate se solo si seguissero le raccomandazioni dell’OMS sull’inquinamento dell’aria.  309 il numero annuo di decessi se la città abbassasse i livelli di inquinamento dell’aria.

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Per l’NO2, Il biossido di azoto, un inquinante che viene normalmente generato a seguito di processi di combustione, in particolare, tra le sorgenti emissive, il traffico veicolare, quello che contribuisce maggiormente all’aumento dei livelli di biossido d’azoto nell’aria ambiente Brescia raggiunge i 37.2 punti della scala ponendo la città al 19 posto della classifica legata sempre al riferimento con altre 858 città. Secondo questi dati 2 sarebbero i decessi evitati ogni anno se si seguissero le linee guida dell’OMS mentre 131 quelle salvate con PI al di sotto della media. 

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Il Pirlo delle 6

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