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Più di 5mila edifici a bollino rosso e sotto osservazione l’88% dei comuni. Brescia tra le città peggiori a livello idrogeologico, con frane e allagamenti.

Sempre più spesso a Brescia si sente parlare di esondazioni e frane, soprattutto dopo i temporali violenti che stanno caratterizzando il meteo estivo. Il problema però non sono le piogge, o almeno non solo. L’ultimo Rapporto Ispra sul Dissesto idrogeologico in Italia, ha infatti disegnato la Lombardia come una delle regioni più a rischio del paese, con Brescia in pole position tra le province con la maggior superficie di territorio ritenuto pericoloso.

Sono infatti 87mila i bresciani che vivono in territori a rischio frane, di cui 11mila a tasso elevato. Mentre sono 341mila quelli che abitano in Comuni con possibili rischi idraulici, tra cui 42mila ad alto rischio. In tutto sono quindi 428mila i risiedenti nel territorio della provincia bresciana che non possono dormire sonni tranquilli.

Per quanto riguarda gli edifici invece circa 5mila hanno il bollino rosso per possibili smottamenti, mentre 23mila sono quelli che potrebbero essere toccati da fenomeni idraulici. Novemila con bollino rosso e 14mila con bollino giallo. Sono invece 405 i beni culturali potenzialmente a rischio, circa il 13,8% del patrimonio bresciano. Nel complesso i beni culturali sotto osservazione sono mille e duecento.

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Molteplici le motivazioni di questa situazione: la morfologia, la natura del terreno, la montagna, ma anche l’incuria, il cemento, il dissesto idrogeologico. Per questa ragione 362Kmq (8% della superficie totale) sono stati classificati a pericolosità elevata, mentre a rischio esondazioni è poco meno di un terzo del territorio (1.365 Kmq). L’88% dei paesi quindi è ora sotto osservazione per potenziali rischi.

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Il Pirlo delle 6

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