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Se il Tar darà ragione alla Provincia e quindi confermerà la revoca dell’autorizzazione integrata ambientale e lo stop alla produzione, Caffaro Brescia avvierà il licenziamento collettivo di tutti i 54 dipendenti per cessazione dell’attività.
La minaccia dell’azienda – riportata dal Giornale di Brescia – arriva alla vigilia della decisione dei Giudici.
Dal 14 ottobre la produzione è ferma ma non completamente l’attività. In queste settimane i lavoratori hanno proseguito il lavoro di gestione della barriera idraulica, ovvero le operazioni che filtrano i veleni impedendo che finiscano nella falda cittadina.
E questo, in caso di fine attività della Caffaro Brescia sarebbe l’altro serio problema da affrontare immediatamente e, sarebbe a carico del Ministero dell’Ambiente.
Uno stop che provocherebbe due immediate emergenze: la prima occupazionale con 54 operai che perderebbero il lavoro la seconda, appunto, di sicurezza per tutti i bresciani, per evitare che l’inquinamento non peggiori drasticamente con la necessità di interventi immediati.
La Regione Lombardia si è fatta avanti per gestire il coordinamento delle bonifiche, ma a precise condizioni.
Ora tutto è legato alla decisione del TAR

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