La conduttura sublacuale fra Toscolano Maderno e Torri del Benaco
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Inizia il mese decisivo per capire dove sorgerà il nuovo depuratore del Garda. Il prefetto di Brescia Attilio Visconti, nominato alcune settimane fa commissario straordinario, ha fatto sapere che entro fine luglio farà la scelta finale dopo anni di diatribe su un’opera che tutti chiedono ma nessuno vuole.

Per arrivare al una decisione Visconti sta incontrando tutte le parti coinvolte che vanno dai Sindaci dei Comuni interessati ai tecnici, dalle associazioni ambientaliste alle rappresentanze di cittadini. In queste ore l’ultimo tavolo che ha visto entrare a palazzo Broletto i rappresentati dei comitati “Visano respira” e “Gaia” di Gavardo. Sono stati ascoltati anche i Sindaci di Gavardo, Montichiari, Muscoline e Prevalle.

I presenti hanno illustrato al Prefetto le loro ragioni secondo cui il depuratore non può essere realizzato in quei territori poiché, secondo loro, il progetto non avrebbe tenuto conto e rispetto di un fiume Chiese “già in critiche condizioni”.

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Visconti ha tenuto nuovamente a ricordare a tutti l’impellenza e l’importanza del prendere una decisione sul nuovo sistema di collettamento e depurazione del Garda che possa sostituire la condotta sublacuale giunta a fine vita e perennemente a rischio rottura nonostante gli onerosi interventi di manutenzione straordinaria.

Il Commissario ha ribadito inoltre, come già fatto nei giorni scorsi, che la sua scelta ricadrà entro fine luglio solo su uno dei “progetti elaborati e validati da istituzioni con un pubblico riconoscimento tecnico-scientifico”. Allo stato dell’arte ce ne sono soltanto due.

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Il Pirlo delle 6

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