“Un fenomeno diffusissimo che va a penalizzare tutti gli operatori delle attività ricettive che operano nella legalità”, ha detto il vicepresidente vicario di Federalberghi Brescia, Alessandro Fantini, commentando la ricerca realizzata da Federalberghi sugli annunci di affitti presenti sulla piattaforma Airbnb.

Per la provincia di Brescia sono 6.480 gli annunci presenti, con il 50,5% che si riferisce ad alloggi disponibili per più di sei mesi all’anno. Inoltre, più del 70% delle offerte sono pubblicate da host che gestiscono più di un appartamento: “È la dimostrazione che non si tratta né di attività occasionali né di forme integrative del reddito, ma di attività economiche a tutti gli effetti in cui il titolare è un vero e proprio imprenditore”, ha aggiunto Fantini.

Secondo gli albergatori bresciani, questi Airbnb non vanno a compensare la mancanza di offerta laddove magari ce ne sarebbe più bisogno bensì si concentrano dove la domanda è più alta. Questo significa in città e nei luoghi turistici della provincia, dove le strutture ricettive non mancano.

“Oltre il 70% delle strutture non indicano il codice identificativo, come invece previsto dalla normativa – rincara la dose Fantini – Sollecitiamo le autorità competenti a una verifica capillare e puntuale degli annunci pubblicati, per contrastare un fenomeno che rappresenta concorrenza sleale verso gli operatori alberghieri ed extralberghieri della nostra provincia”.

I numeri di Airbnb a Brescia

Questi, secondo lo studio di Federalberghi Brescia, sono i numeri degli annuncia di Airbnb nei comuni bresciani in cui è maggiore l’offerta:

Il Pirlo delle 6

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