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Il Garda bresciano non sta poi così bene. Almeno stando all’annuale rapporto della Goletta dei Laghi di Legambiente che ha terminato la sua consueta navigazione di analisi riscontrando diversi punti fortemente inquinati. Se la passa invece meglio il Garda veneto dove tutte le aree ispezionate hanno dimostrato valori nei limiti per la prima volta negli ultimi sei anni.

Spostandoci sulla sponda di nostra competenza i punti analizzati sono stati in totale 7 e soltanto due hanno superato l’esame: Desenzanino e Maratona, entrambi a Desenzano. Gli altri 5 luoghi sono risultati “inquinati” o addirittura “fortemente inquinati”.

I punti da bollino rosso sono la spiaggia della Rive a Salò dove sfocia un canale, la foce di un torrente nei pressi del porto di Padenghe e la foce del rio nell’Oasi di San Francesco a Desenzano. Risultano solo – si fa per dire – inquinati la foce del torrente Toscolano e la foce fra i due porti di Santa Maria di Lugana a Sirmione.

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Nei casi di Salò, Padenghe e Desenzano sono tristi riconferme. Per Toscolano Maderno un peggioramento visto che un anno fa era nei limiti, mentre per Sirmione si tratta del primo prelievo.

Questi prelievi vengono eseguiti da tecnici e volontari di Legambiente. I campioni per le analisi sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero fino al momento dell’analisi, che avviene lo stesso giorno di campionamento o entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, escherichia coli).

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Il Pirlo delle 6

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