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Sono stati otto i punti monitorati quest’anno dalla Goletta del Laghi di Legambiente sulle sponde del Lago d’Iseo e sottoposti ad analisi microbiologiche. Tutti i punti, quattro sulla sponda bergamasca e quattro su quella bresciana, sono risultati entro limiti di legge, ripetendo la performance del 2019. Nel mirino ci sono sempre canali e foci, i principali veicoli con cui l’inquinamento microbiologico, causato da cattiva depurazione o scarichi illegali, arriva nei laghi.

“Nonostante i dati abbiano delineato un quadro migliore anche sulla sponda bresciana dell’Iseo – dichiara Dario Balotta Presidente circolo Basso Sebino – restano aperte le criticità infrastrutturali derivanti dalla presenza dei numerosi sfioratori di piena dei comuni rivieraschi che provocano scarichi anche inquinanti vicino alle rive. La ristrutturazione della rete fognaria dei comuni rivieraschi, tra cui spicca negativamente Sulzano, è una priorità per evitare perdite di acqua contaminate a lago”.

I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

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Sulla sponda bresciana è stato effettuato un prelievo presso lo scolmatore di Clusane (Iseo), uno a lago, di fronte alla foce del torrente Calchere a Sulzano, presso lo scarico presso pontile nord in località Peschiera, a Monte Isola, e presso lo sfioratore del Comune di Pisogne nel canale industriale. Questi ultimi due punti, in particolare, erano usciti fuori dai limiti lo scorso anno.

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Il Pirlo delle 6

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