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Il Green pass diventa obbligatorio sul lavoro in Italia domani, 15 ottobre, per dipendenti pubblici e privati. Alla vigilia dell’entrata in vigore dell’obbligo, occhi puntati su porti e sui trasporti, per le conseguenze che la giornata di venerdì potrebbe avere sull’attività ordinaria.

I porti, la logistica, il trasporto delle merci: il primo giorno con l’obbligo del green pass in tutti i luoghi di lavoro potrebbe diventare anche il primo del grande caos, con l’Italia semiparalizzata dagli scioperi e dai blocchi delle categorie produttive e dalle manifestazioni già annunciate per venerdì in decine di città.

Qualcuno parla già di venerdì nero e di rischio scaffali vuoti. Secondo la Fiap (Federazione italiana autotrasportatori professionali) nell’autotrasporto, che in Italia muove circa il 90% della merce garantendo gli approvvigionamenti di materie prime e beni utili alla vita di tutti i giorni, viene impiegato per la maggior parte personale viaggiante straniero. E molti di questi autisti sono sprovvisti di green pass.

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Dai dati raccolti dalle imprese operanti nel settore e da diversi produttori/committenti, si stimano inefficienze e una possibile riduzione della capacità di consegna sino al 50%. Questo significa che potrebbero venire a mancare prodotti di consumo essenziali, ad esempio quelli alimentari e farmaceutici, ma anche carburanti e materie prime, necessarie al funzionamento della maggior parte delle industrie italiane.

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Il Pirlo delle 6

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