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di Paolo Bollani.

Un anno fa gioivamo per una città così vuota, senza traffico, senza nessuno in giro, con le strade semi deserte.
La vigilia di ferragosto, e in genere, la settimana di ferragosto è sempre stata vissuta da chi rimaneva in città come la dimensione perfetta, la situazione sperata anche negli altri periodi dell’anno.

Oggi, percorrendo queste strade, vi confesso, non ho avuto gli stessi pensieri. Anzi, la mente mi ha riportato a 3/4 mesi fa. E la sensazione, arrivata dal subcoscio, è stata tutt’altra. Una sensazione di tristezza, profonda, perchè non ho ripensato allo scorso ferragosto, ma ai mesi di angoscia che la città ha vissuto, al lockdown e alle strade, che per lavoro, ho percorso tutti i giorni, più volte al giorno. Ed erano così, vuote, negozi chiusi. Neanche la possibilità di un caffè, una delle abitudini più “normali”.

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E inevitabile una riflessione, quanto ci ha cambiato il Covid? Quanto ha cambiato le nostre percezioni e sensazioni?
Ma poi, per fortuna, la parte razionale torna a prevalere sul subconscio e realizzi che è il 14 agosto. Ed è giusto, anzi quest’anno più degli anni scorsi, che la città sia cosi.

E allora, buon ferragosto senza dimenticare la mascherina e che il Covid non se n’è andato

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Il Pirlo delle 6

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