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Sarà un’estate che verrà ricordata, in negativo. La colpa? sicuramente per via di eventi climatici estremi, che hanno messo a dura prova l’agricoltura e il territorio della provincia di Brescia.

I comuni particolarmente colpiti sono quelli di Carpenedolo, Roccafranca, Rudiano, Coccaglio, Castelcovati, Orzinuovi, Mairano e Bagnolo Mella, Leno e Ghedi, dove Coldiretti Brescia segnala allagamenti dei campi, danni alle coltivazioni di mais, serre divelte, alberi sradicati, prati sferzati dal vento, stalle e strutture agricole scoperchiate da questa nuova ondata di maltempo.

A Bagnolo Mella ad esempio, sono tanti i problemi con il mais, che ha subito danni per oltre il 30%. Ma il rischio maggiore è la piralide, perché non potendo entrare in campo per fare i trattamenti, l’anno prossimo sarà probabile il proliferarsi della diabrotica, che rappresenta il primo nemico per questo tipo di coltura.

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Da una prima stima dei danni, si parla di alcuni milioni di euro; anche se continua il monitoraggio dei comuni colpiti e delle zone del Garda e delle Valli bresciane, dove per ora oltre al forte vento e all’acqua abbondante, non si rilevano danni ingenti a colture e strutture.

Le anomalie climatiche, con il ripetersi di eventi estremi come quelli degli ultimi giorni, sono costate all’agricoltura italiana in tutto 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

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Il Pirlo delle 6

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