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Il 2018 ha visto 400 interventi dei Vigili Del Fuoco in città e provincia per domare incendi spesso scaturiti da malfunzionamenti delle canne fumarie.
Nei primi giorni del 2019 non sembra esserci tregua. Già 12 gli interventi in 4 giorni. Quasi tutti sembrano legati da un denominatore comune: guasto della canna fumaria
A Mazzano, all’alba del 31 dicembre il tetto di una cascina è stato mangiato dalle fiamme che hanno impegnato numerose squadre dei vigili del fuoco per tutto il giorno.
Anche la bassa bresciana è stata investita dall’ondata di incendi. A Verolanuova, in località Bettolino un rogo devastante si è portato via 250 metri quadrati di tetto rendendo inagibile un ex convento da poco ristrutturato.
Non solo provincia. I roghi hanno toccato anche la città, com’è successo alla villa in via Cave a Mompiano. Otto squadre per spegnere le fiamme alimentate peraltro dal forte vento. Tetto distrutto e abitazione dichiarata inagibile dopo l’incendio scaturito molto probabilmente dall’esplosione della canna fumaria.
A Passirano, infine, questa mattina, un rogo partito molto probabilmente dalla canna fumaria ha bruciato il tetto di una palazzina in Via Silvio Pellico. Anche in questo caso, ci sono voluti 6 mezzi dei vigili del fuoco arrivato da Brescia, Palazzolo e Chiari.
In molti casi, ha sottolineato il comandante dei vigili del fuoco di Brescia Agatino Carrolo “La manutenzione non viene fatta e le canne fumarie non vengono installate secondo le regole”.

 

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Il Pirlo delle 6

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