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Che “l’arancio rafforzato” sia la “variante” rossa che consente di non dover pagare gli ormai famosi “ristori” è palese ed è sotto gli occhi di tutti.

È fuori da ogni dubbio che la provincia di Brescia sia da giorni a tutti gli effetti in un’acclamata “zona rossa” con un numero di contagi fuori controllo, ospedali in pressing e terapie intensive già sature al punto da far scattare la situazione di emergenza e l’invio di pazienti negli ospedali di a Bergamo e Milano.

Con l’esperienza di quanto accaduto in questo ultimo anno tutti ci saremmo aspettati già da domani la “zona rossa”, rassegnati ad altre due settimane di “lockdown” più o meno leggero.

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Ma questo avrebbe fatto immediatamente scattare la richiesta di “sostegno” o “ristoro”. E quella discontinuità tanto invocata e cercata in queste prime settimane rispetto al Governo Conte rischiava di venire meno perché ristori immediati non ce ne sono.

E allora ecco la “furbata”: la Zona Arancione Scuro o Rafforzata, le attività possono rimanere aperte anche se ridotte al lumicino, a meno della sopravvivenza ma il Governo non deve ristorarle.

Obiettivo? Aspettare che la campagna vaccinale faccia il suo corso e che sia il vaccino a salvarci da questo incubo.

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Il Pirlo delle 6

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