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Certo, manifestare è un diritto costituzionale. Andare a ballare lo è molto meno. Se la dovessimo analizzare così non ci sarebbe nulla da dire. È chiaro.

Ma alla base del provvedimento c’è la questione “sanitaria”. E allora qui da dire ce n’è. Perché tutte le manifestazioni che abbiamo visto in queste settimane sono state da questo punto di vista scandalose: senza mascherina, non tutti ma troppi e distanza di sicurezza, neanche a pararne.

E, soprattutto, nessuno è intervenuto. Nessuna multa, ci risulta. Non altrettanto ci risulta in locali dove, addirittura sono scattate, giustamente, le chiusure oltre che le sanzioni.

E, allora, ci si chiede, serviva davvero chiudere per altre 5 settimane discoteche all’aperto? E penso a tutte quelle strutture serali che non potendo aprire fino al 14 luglio avranno perso qualsiasi speranza di “salvare il salvabile” di questa stagione, e parliamo di tutti i locali, anche, delle zone di villeggiatura.
Migliaia di euro persi, che nessuno sarà in grado di rimborsare. Aziende che rischiano di fallire perché non avranno ricevuto nulla.

Non si poteva pensare ad un numero limitato (sensato) come è stato deciso per cinema e teatri?

Senza dubbio prima la salute. Ma questo deve valere sempre. Sempre.

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Il Pirlo delle 6

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