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Nel bosco di Serle regna il silenzio. E’ passato un anno dalla scomparsa di Iuschra Gazi, la ragazzina che il 19 luglio 2018 fece perdere le sue tracce durante una gita con un gruppo di disabili sull’altipiano delle Cariadeghe. La dodicenne affetta da autismo intorno a metà mattina si allontanò dal gruppo. Una corsa veloce che l’operatrice della Fobap non riuscì a fermare e quando chiese aiuto ai colleghi Iuschra era già sparita. Nel nulla.

Un dispiegamento mai visto di soccorritori, speleologi, carabinieri, Vigili del Fuoco, Protezione Civile iniziarono a cercare la 12enne. Più di 200 persone che analizzarono ogni singolo angolo del bosco con l’aiuto di droni e telecamere a rilevazione termica. Ma nonostante questo grande sforzo Iuschra non è mai stata trovata. Inghiottita dal bosco, lo stesso bosco dove ora il silenzio fa da padrone.

Un senso di impotenza che contagia tutti quelli che hanno cercato fino alla fine la dodicenne. Un caso finito anche nei fascicoli della Procura con l’udienza preliminare fissata il 26 settembre. Per ora l’indagata è una sola ovvero l’operatrice della Fondazione bresciana assistenza psicodisabili. L’accusa è quella di omicidio colposo. In memoria della piccola Iuschra questa sera verrà celebrata l’iniziativa “Ricordando Iuschra”. Ritrovo alle 19.30 alla Casa degli Alpini di Cariadeghe e la marcia verso il monastero di San Bartolomeo. Durante il percorso verrà piantato un albero e una targa nel punto esatto dove Iuschra venne vista l’ultima volta.

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