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Non si dà pace Pierangelo Gorni, figlio di Floriano, marmista ucciso l’8 aprile 2004 dopo essere uscito di casa per recarsi al lavoro come ogni mattina. Il corpo di Floriano venne avvistato in un campo di mais tra Rezzato e Castenedolo da una donna che stava facendo jogging. Un’esecuzione in piena regola: Gorni venne ucciso con un colpo di fucile alla schiena e due di pistola al volto. L’assassino inoltre bruciò l’automobile di Gorni per cancellare qualsiasi tipo di traccia.

Il caso ora potrebbe riaprirsi. Il figlio Pierangelo ha chiesto aiuto a Carmelo Lavorino, criminologo di fama nazionale che ora avrà il compito di consegnare la verità alla famiglia. Le indagini, archiviate nel 2009, ora potrebbero riaprirsi. Lavorino si è detto fiducioso, nonostante il caso sia intricato e privo di tracce evidenti. Che si tratti di vendetta o di regolamento di conti o quant’altro sarà compito degli inquirenti dare finalmente una verità alla famiglia.

Presto il criminologo presenterà un’istanza per la riapertura delle indagini. L’obiettivo è quello di consegnare un nome, un colpevole alla famiglia. Un lavoro accurato e dettagliato che parte dagli attimi in cui Gorni ha percorso per l’ultima volta il vialetto di casa senza più fare ritorno.

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      Foto Bresciatoday.it

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Il Pirlo delle 6

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