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Omicidio Mura: chiesta la conferma dell’ergastolo per Alessandro Musini

Nel corso del processo davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Brescia il sostituto procuratore generale Gian Paolo Volpe ha chiesto la conferma della condanna all’ergastolo per Alessandro Musini, l’uomo condannato in primo grado per il delitto della moglie Anna Mura avvenuto a Castenedolo, il 16 marzo 2015. La donna venne trovata in casa con il cranio sfondato in camera da letto, mentre il marito venne arrestato 36 ore perché si era allontanato in auto. «Ho visto mia moglie morta e sono scappato in preda al panico, ma non l’ho uccisa io» la tesi difensiva di Musini. Sugli slip della donna, all’altezza dei fianchi, erano state trovate tracce di dna del figlio minore che aveva lanciato l’allarme dopo essersi svegliato e aver trovato la madre senza vita. «Non c’è nulla a carico del figlio perché le tracce non danno nulla in termini di certezza e nemmeno spostano la responsabilità» ha detto il sostituto procuratore generale. «L’imputato è schiacciato da troppe prove e la versione dei fatti che ha fornito non è attendibile e credibile».

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