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37.50 è il tempo finale, è il tempo che i quattro atleti italiani hanno impiegato per coprire i 400 metri della finale, è il tempo che a Marcell Jacobs è compagni è valso l’oro olimpico.

Dopo aver fatto la storia domenica nei 100 metri piani, il corridore desenzanese entra nella leggenda. Insieme a Patta, Desalu e un Tortu maiuscolo in ultima frazione l’Italia sale di nuovo sul gradino più alto del podio e diviene così il punto di riferimento della velocità mondiale.

Un oro desiderato, per certi versi sperato ma non pronosticato. Un centesimo a fare la differenza con i secondi della Gran Bretagna capaci di correre in 37.51. Bronzo al Canada con un 37.70.

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“Prima di entrare ci siamo guardati e abbiamo deciso il saluto: la promessa di vincere l’oro e ce l’abbiamo fatta – le parole di Jacobs dopo la vittoria – Tokyo mi sta regalando tantissimo. È stato un percorso lungo, ma adesso siamo qui sul tetto del mondo”.

Dopo l’inatteso (forse) trionfo nei 100 metri, ora Marcell si consacra davanti al mondo intero. Più forte delle critiche, più forte delle accuse infondate lanciate proprio dalla Gran Bretagna e dagli Stati Uniti rimasti esclusi da questa finale, il bresciano corre più che mai e mette tutti a tacere nel migliore dei modi.

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Il Pirlo delle 6

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