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Ha dell’incredibile quanto accaduto nei saloni dell’Eicma lo scorso fine settimana. Nella fiera mondiale dedicata all’universo delle due ruote, presa d’assalto da milioni di visitatori, è andato in scena ciò che nessuno si sarebbe mai aspettato.

Tra gli espositori era presente la Givi, la società fondata da Giuseppe Visenzi, leader mondiale nella vendita di materiale per le motociclette. In esposizione c’erano alcuni nuovi bauletti: marchio di fabbrica dell’azienda bresciana e frutto di ricerche avanzate sotto il profilo dello sviluppo. Peccato che poco più avanti la società cinese Wenzhou tra i suoi oggetti presentasse copie identiche dei modelli Givi.

Quando gli addetti della Givi hanno notato l’anomalia immediatamente hanno fatto esposto al Nucleo Mobile della Guardia di Finanza che ha prontamente avviato una ispezione sequestrando i bene di illecita produzione.

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Attraverso un comunicato stampa diffuso la Givi ha evidenziato, e la GdF riscontrato, la violazione dell’articolo 517 ter sull’usurpazione dei titoli di proprietà industriale. Non è la prima volta che questo genere di situazioni si verifichino in saloni italiani con espositori stranieri.

 

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Il Pirlo delle 6

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