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Percorso più che mai accidentato per il Pd verso le prossime elezioni regionali. Lunedì la direzione dem “ha preso atto delle indicazioni emerse nella riunione di coalizione di venerdì scorso”, in particolare per quanto riguarda il “no” alle primarie per individuare un candidato da parte di quasi tutti gli altri partiti.

È stato inoltre deciso il percorso per la conferenza programmatica del 3 dicembre e per la costituzione del comitato dei saggi “a tutela del percorso in vista delle regionali”. Pare però che una parte dei presenti avrebbe voluto votare di nuovo un dispositivo che riaffermasse la centralità delle primarie per individuare il candidato. 

Sta di fatto che per il momento la decisione è rimandata e i primi nomi proposti si sono autoesclusi a partire dal sindaco di Brescia Emilio Del Bono, ma così anche Carlo Cottarelli e Giuliano Pisapia.

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Quelli ancora in auge sono invece Pierfrancesco Maran (attuale assessore nella giunta milanese), l’europarlamentare Pierfrancesco Majorino che potrebbe piacere anche al Movimento 5 stelle, la vicesegretaria Pd Irene Tinagli, l’ex sindaco di Crema Stefania Bonaldi e il presidente di Anci Lombardia e sindaco di Tremezzina Mauro Guerra. Il tutto con lo spettro di Letizia Moratti sullo sfondo, sebbene il no della direzione sia stato netto.

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Il Pirlo delle 6

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