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Al via questo pomeriggio la seconda giornata di consultazioni con i partiti per la formazione del nuovo governo. Nella giornata di ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale prima i gruppi parlamentari Autonomie e Misto del Senato e le componenti + Europa-Azione del Misto di palazzo Madama e Azione-+Europa-Radicali italiani del Misto della Camera, oltre al Misto di Montecitorio e al neocostituito gruppo “Europeisti-Maie-Centro democratico” del Senato poi, nel pomeriggio, Leu, Italia viva e il Partito democratico.

“Andare ad elezioni in questa fase sarebbe un errore per l’Italia e per gli italiani e quindi pensiamo che occorra un governo presto. Non abbiamo fatto il nome di Conte perché vogliamo capire se Italia Viva è una forza politica le cui idee servono o non servono”. Sono state queste le parole del leader di Italia viva, Matteo Renzi, al termine del colloquio con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Non abbiamo ottenuto le risposte all’altezza dell’Italia – ha spiegato – e, con un grande atto di responsabilità, abbiamo deciso di lasciare le poltrone e i ministeri. La nostra proposta è di portare il Paese a una discussione vera sul Piano Next Generation Eu”.

Attesi, a partire dalle 16, i gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia, Forza Italia Berlusconi Presidente – UDC, i Lega – Salvini Premier – Partito Sardo d’azione del Senato e Lega – Salvini Premier e ancora i rappresentanti della componente Noi con l’Italia – USEI – Cambiamo! – Alleanza di centro del gruppo misto della Camera e della componente Idea – Cambiamo del gruppo misto del Senato. Alle 17 chiuderanno le consultazioni i gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle. La Lega ha aperto a possibili soluzioni alternative al voto, seguita a grandi linee da Forza Italia orientata verso le larghe intese. Distante invece Fd’I che chiede a gran voce il ritorno alle elezioni.

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“Abbiamo rappresentato al presidente della repubblica Mattarella la nostra grande preoccupazione per l’apertura di una crisi di governo che continuiamo a considerare un atto irresponsabile, in un momento di grandissima difficoltà per il Paese. Una crisi segnata dalla lontananza dalle condizioni di vita e dalle speranze degli italiani” ha affermato il segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti aggiungendo “auspichiamo una soluzione della crisi in tempi rapidi e abbiamo indicato al presidente della Repubblica la disponibilità a sostenere l’ipotesi di un incarico per un nuovo governo a Giuseppe Conte che si è confermato, anche nel recente voto di fiducia, un punto di equilibrio e di sintesi avanzato”.

Per Renzi, quello di Italia viva non è stato un gesto da irresponsabili “non siamo né inaffidabili, né irresponsabili ma molto chiari e diretti – ha precisato l’ex premier – abbiamo sentito parole su di noi al limite dell’insulto. Vogliamo sapere dalle altre forze se ritengono Iv parte o non parte della maggioranza. Rimettiamo la valutazione a chi in queste settimane ha messo veti su di noi”.

E’ “indispensabile e necessario costruire intorno al presidente uscente e rinforzare la maggioranza” nonché “allargarla su contenuti molto chiari, oltre all’emergenza, anche per portare a compimento il Recovery”, ha spiegato la presidente del gruppo Misto di palazzo Madama, Loredana De Petris (Leu). Confermano il sostegno ad un Conte ter pure le Autonomie del Senato che con la presidente del gruppo Julia Unterberger hanno detto: “C’era una maggioranza che ha funzionato”. Meno netta la posizione del suo collega alla Camera, Manfred Schullian (Misto-Minoranze linguistiche), che non ha fatto il nome di Conte, ma ha genericamente auspicato “la possibile formazione di un governo stabile con una maggioranza solida”.

Nel novero dei pro-Conte figurano poi i neonati Europeisti-Maie-Cd per i quali “il punto di riferimento” è nel premier Conte, “unica soluzione per poter continuare con questa legislatura”, ha spiegato Ricardo Merlo e la componente alla Camera del Maie che sosterrà “con grande convinzione” un eventuale Conte ter. E’ un sì anche dal Centro democratico di Bruno Tabacci che mette sul piatto 15 parlamentari “siamo la componente del Misto della Camera più consistente”, spiega. E per il quale un reincarico al presidente uscente “sembra necessario perché è l’unico punto di equilibrio possibile in questa legislatura”.

Un altro presidente del Consiglio con un profilo “europeista e riformatore” è l’indicazione data al capo dello Stato dalla senatrice di +Europa, Emma Bonino che ha parlato anche a nome della componente di Azione rappresentata al Quirinale da Matteo Richetti. “Abbiamo manifestato con chiarezza che non siamo disponibili a nessun tipo di continuità”, ha sbattuto la porta Bonino per poi criticare la nascita del nuovo gruppo al Senato in quanto caratterizzata da “un mero richiamo all’europeismo”. La situazione è dunque ancora fluida ed è “innegabile” che ci siano “contatti, chiarimenti e approcci” al Senato, ha ammesso il deputato Antonio Tasso, capogruppo della componente Maie del Misto a Montecitorio.

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