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Acqua di mare e sabbia non sono un problema: ragionevolmente, non c’è rischio di essere infettati nuotando o sedendo sulla spiaggia. A dirlo è Gianni Rezza, direttore del reparto malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità in un’intervista a “IL GIORNO”.

«L’acqua di mare non è assolutamente un problema. La diluizione garantita dal mare risolve il problema».

E le spiagge? «Anche per le spiagge, non vedo rischi – spiega Rezza- Vede, il problema non è l’acqua di mare e non è la sabbia. Non è che sedendosi sulla spiaggia, o facendo il bagno si rischi di essere infettati. Pensare che se si mette una mano sulla sabbia e poi la si porti al viso si possa essere contaminati mi sembra fantascientifico,
E lo stesso, e anche di più, vale per l’acqua di mare. Il problema invece sono gli esseri umani. Il problema è garantire il distanziamento sociale.

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Spiagge a numero chiuso e ombrelloni meno fitti, come ipotizzato dal Sindaco di Riccione, chiede
“Il  Giorno” ? «Mi pare una ipotesi sensata. Mantenere le distanze di sicurezza, dotare gli inservienti e i bagnini di mascherine, prevedere servizi all’ombrellone e cose del genere sono ipotesi ragionevoli e credo praticabili. Ma sono sicuro che, una volta che ci sarà il via libera del governo, gli operatori turistici troveranno le soluzioni adatte».

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Il Pirlo delle 6

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