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Sta avendo un effetto domino di rilievo la campagna “No Slot” del comune di Rezzato. Molti gli esercizi commerciali della zona che hanno aderito all’iniziativa di togliere le macchinette cosiddette mangiasoldi. Apripista della iniziativa volta a migliorare la vita dei clienti meno oppressi e spinti al gioco ossessivo compulsivo era stato il “Bar 46”.

A seguito di questa scelta poche settimane fa era arrivata quella del “Red Dog” gestito da un decennio da Ivan Previcini e Nicola Casali. A questi ora si è aggiunto il bar “Ohana” di Valentina Ventura, una ragazza di 24 anni che da poco ha preso in gestione l’esercizio commerciale. In tutti questi locali è stata restituita la licenza per l’uso delle slot da collocare nel suo locale. Per tutti si sarebbe trattato di un introito sicuro per l’attività ma che avrebbe rovinato delle vite e delle famiglie. Così come al “Bar 46”, al “Red Dog” e ora al bar “Ohana” sulle porte d’accesso campeggia con orgoglio la scritta «No slot» contro il gioco d’azzardo e una vita rovinata da macchinette.

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Il Pirlo delle 6

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