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Ricerche senza esito: nessuna traccia di Pietro Giordani. Si cerca ancora

A più di due settimane dalla sua scomparsa, ancora nessuna traccia di Pietro Giordani. Il 33 enne di Gargnano di cui non si hanno notizie ormai dal 22 dicembre scorso, sembra sparito nel nulla. Con il trascorrere del tempo le giornate trascorse a scandagliare spazi e luoghi del Lago di Garda aumentano e le notizie scarseggiano. Sono a decine i tecnici e i volontari impegnati sul campo, in acqua e sulla terraferma. Con il passare dei giorni prende piede l’ipotesi dell’allontanamento volontario, ipotesi maggiormente accreditata dagli inquirenti che seguono il caso da quindici giorni. L’ultimo segno tangibile e riconducibile a Pietro Giordani risale al capodanno scorso, quando in prossimità del torrente Baes (in località Prà de la Fam a Tignale) era stato recuperato il paraurti di una Fiat Panda ipoteticamente appartenente proprio a Pietro Giordani. Una traccia ancora da definire in maniera attendibile. Una sparizione che ora sta assumendo sempre più i contorni di un caso. Il giorno dopo la scomparsa la stessa Panda era stata ripresa dalle telecamere all’esterno dell’hotel Meandro. Ci sono anche altre immagini, meno nitide, riprese dal circolo vela di Campione del Garda. In acqua intanto si continua a cercare: prima a largo di Gargnano, poi di Tignale e infine proprio a Campione, utilizzando mezzi subacquei e pure il Rov, il robot per esplorare i fondali. Nelle prossime ore il raggio delle ricerche verrà ancora ampliato. Oltre all’acqua si cerca nell’entroterra, risalendo il torrente dove è stato ritrovato il paraurti. Domenica è stata passata al setaccio anche tutta la zona della Valle di Vione, purtroppo senza esiti.

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