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Dopo quattro anni si conclude la presidenza di Confidustria Brescia di Giuseppe Pasini che passerà la mano a Franco Gussalli Beretta. Nelle scorse ore Pasini ha tenuto una conferenza stampa dove, con la squadra di vice presidenti, ha fatto un bilancio del suo quadriennio di reggenza indubbiamente legato a doppio filo con l’emergenza sanitaria.

“In questi 4 anni abbiamo lavorato per riportare un clima di coesione all’interno dell’Associazione: un obiettivo che possiamo dire di avere raggiunto – il commento di Pasini – Gli ottimi risultati economici segnati dal Sistema Brescia tra 2017 e 2018 sono stati seguiti dal rallentamento del 2019 e dalla crisi del 2020 legata alla pandemia, ma la nostra provincia – e con essa la nostra associazione – ha saputo reagire prontamente. La mia squadra di presidenza, che ringrazio, si è impegnata duramente per mantenere le linee di programma, in particolare per quanto riguarda gli aspetti formativi, che riteniamo cruciali, sociali e culturali, come raccontano anche le partecipazioni alle Fondazioni Teatro Grande e Brescia Musei, in cui Confindustria Brescia è entrata per la prima volta, senza dimenticare il MUSIL. Sono convinto che la prossima squadra di presidenza, a cui faccio i miei auguri di buon lavoro, saprà proseguire sulla strada tracciata”.

Produzione industriale

La produzione industriale ha evidenziato valori tendenziali (il riferimento di un singolo trimestre sullo stesso trimestre dell’anno precedente) in moderata crescita nel primo anno di mandato, prima di una leggera flessione causata dal generale rallentamento dell’economia mondiale nella seconda parte del 2019, e quindi del crollo legato alla diffusione del Covid-19 e alla chiusura delle imprese nei mesi di marzo e aprile 2020. Nel primo trimestre 2021, il dato è tornato positivo, a testimonianza della ripresa dell’economia bresciana e italiana.

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Esportazioni

Le esportazioni bresciane hanno invece raggiunto un valore massimo di quasi 4,5 miliardi di euro nel secondo trimestre 2018, e un minimo di 3,1 miliardi nel secondo trimestre 2020, a seguito delle chiusure legate alla pandemia. Il dato registrato nel quarto trimestre 2020, pari a 4,2 miliardi, mostra anche in questo caso come il Sistema Brescia abbia saputo reagire alla crisi, proprio grazie alle importanti quote di export che da sempre caratterizzano il territorio.

Occupazione

Sul tema lavorativo, gli occupati (sopra i 15 anni) a Brescia sono rimasti inalterati nel quadriennio di presidenza Pasini, nonostante le ricadute negative della pandemia, a quota 548mila, e con una crescita dei lavoratori dipendenti, che erano 430mila nel 2017 e si sono attestati a 438mila nel 2020. In costante calo sia la disoccupazione complessiva, scesa dal 6,2% del 2017 al 4,4% del 2020 (stabilmente inferiore alle medie italiane e lombarde), che la disoccupazione giovanile, passata dal 17,7% del 2017 al 12,4% del 2020. La CIG nell’industria segna invece una dinamica discontinua: 7,6 milioni di ore autorizzate a Brescia nel 2017, 3,8 milioni nel 2018, 6,3 milioni nel 2019 e 69,0 milioni nel 2020 (+989%), a causa del Covid-19.

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Il Pirlo delle 6

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