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Chi è al governo deve lavorare per evitare una nuova serrata, che avrebbe un costo sociale ed economico per il Paese che non possiamo permetterci. Lo ha affermato il ministro della Salute, Roberto Speranza, ospite di Mezz’ora in più su Rai3. “Ma ciò che succederà nelle prossime settimane dipende da noi”, ha aggiunto. Stiamo valutando se deliberare l’obbligo di indossare mascherine all’aperto su tutto il territorio nazionale, ha detto ancora specificando che “l’utilizzo delle mascherine è fondamentale. Le regioni che hanno già fatto questa scelta lo hanno fatto in base ai numeri. Valuteremo se ampliare la misura”. In un momento in cui i numeri salgono bisogna pensare a un rafforzamento delle misure, ha chiarito.

Abbiamo bisogno di maggiori controlli e presenza dello Stato perché la curva dei contagi sta risalendo, ma la sfida per vincere il Covid è la consapevolezza, ha ribadito spiegando che “la democrazia ha piegato la curva grazie alla presenza del governo e allo spirito delle persone”.

In merito alla polemica di Juventus-Napoli, Speranza ha detto: “la priorità non sono gli stadi ma la salute delle persone”. Il ministro ha sottolineato come si parli troppo di calcio e poco di scuola. “Sono appassionato di calcio, però attenzione a dare le priorità. Il Cts ha disposto delle norme per andare avanti. Sono contrario alle proposte di riaprire gli stadi a migliaia di persone. Correre un rischio per riaprire le scuole va bene, ma se lo dobbiamo correre per portare le persone allo stadio sono contrario. Le cose vanno fatte con grande cautela”, ha aggiunto.

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A proposito di fondi e di investimenti, il titolare del dicastero della Salute ha dichiarato di essere favorevole all’utilizzo dei “fondi del Mes per portare risorse al sistema sanitario nazionale”. Dobbiamo investire sulla sanità pubblica, “negli ultimi anni le risorse sono state non abbastanza. Ho presentato un piano di investimenti per la sanità pubblica. Non possiamo permetterci di non investire oppure, peggio, tagliare. Servono risorse per rafforzare l’assistenza domiciliare, per esempio. Vorrei che l’Italia fosse il primo Paese in Europa per assistenza domiciliare a pazienti di oltre 65 anni”, ha aggiunto. © Agenzia Nova – Riproduzione riservata

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