Tre chili di coca e 120mila euro nell’auto modificata del corriere della droga
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Nascoste in auto dentro a doppifondi chiusi elettronicamente c’erano 3 chili di cocaina e oltre 120mila euro in contanti. Questa era la merce che un cittadino marocchino avrebbe dovuto trasportare, peccato che sia incappato in una pattuglia della Mobile.

La velocità sostenuta della sua Volkswagen Touran mentre viaggiava fra Brescia e Bergamo ha insospettito le divise che quindi hanno deciso di fare un controllo. Il primo sopralluogo all’interno dell’auto non aveva evidenziato problematiche, ma il comportamento nervoso del conducente ha spinto gli agenti a vederci più chiaro con una perquisizione dettagliata in Questura.

L’intuito degli investigatori si è rivelato esatto. Non senza stupore infatti, i poliziotti si sono ritrovati davanti a una scena da film, scovando dei doppi fondi ricavati sotto i sedili anteriori, che il 25enne marocchino aveva nascosto mediante un ingegnoso meccanismo elettronico azionato con un magnete. I vani scoperti all’interno del veicolo dalla Sezione Antidroga della Mobile bresciana erano completamente invisibili anche a un occhio esperto. Ricavate nello spazio sottostante i sedili anteriori mediante una modifica della carrozzeria, le cavità erano accessibili esclusivamente azionando un ingegnoso sistema idraulico di sollevamento a comando elettromagnetico.

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In pratica, dopo aver aperto il vano portaoggetti lato passeggero (per alimentare elettricamente il sistema) e inserita la chiave d’accensione, lo spostamento del magnete sul cruscotto, ha permesso al sedile di sollevarsi, svelando un vano nel quale erano alloggiate quattro buste di nylon termosaldato, contenenti tre chilogrammi di cocaina. Cambiando posizione al magnete si è azionato il meccanismo per far alzare il sedile passeggero che conteneva la somma di 122mila euro.

“Un contegno molto sofisticato e costoso certamente realizzato da professionisti” fa sapere la Questura. Dopo la convalida dell’arresto al cittadino marocchino è stata applicata la custodia cautelare presso il carcere di Brescia.

“I cartelli internazionali di trafficanti mettono in campo strategie sempre più elaborate per eludere i controlli e assicurare la droga da immettere sui mercati – prosegue la Questura – Non è un caso se gli schemi di distribuzione sono in continua evoluzione e spesso altamente sofisticati; attraverso le ingenti quantità di denaro di cui dispongono i trafficanti hanno modo di assumere i migliori cervelli nei settori giuridico, finanziario, logistico e chimico. Nei piani d’azione di alto livello, l’occultamento delle sostanze rappresenta uno degli elementi cruciali. Un sistema di trasporto ingegnoso e studiato al dettaglio è indispensabile per il trasporto dei grossi quantitativi di droga, che a scadenze fisse partono dai luoghi di produzione per arrivare a quelli di trasformazione e consumo”.

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Il Pirlo delle 6

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