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Due persone che avrebbero fatto dell’ente Comune di Bagolino una fonte di reddito grazie a magheggi illegali in modo da trarre benefici personali e per le proprie attività sono finiti nella rete dei Carabinieri di Salò dopo un’indagine partita nel 2019.

Gli indagati avrebbero condizionato l’andamento di una gara di appalto per l’affidamento dei servizi di igiene ambientale per il Comune. A vincere la gara, neanche a dirlo, un’associazione della quale uno degli indagati era stato presidente fino a pochi giorni prima della pubblicazione del bando.

La stessa associazione era puntualmente scelta anche per altri servizi come la pulizia superficiale delle acque del lago, operazione gestita proprio dal Comune di Bagolino su incarico della Provincia.

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Uno dei due è anche indagato per peculato perché stando alle indagini, negli anni avrebbe sottratto alla vendita comunale centinaia di tonnellate di rifiuti che venivano invece rivendute privatamente con un ovvio conseguente profitto personale a scapito di quello pubblico.

I Militari fanno sapere che le lunghe indagini hanno permesso di raccogliere “numerosi e precisi elementi a carico degli indagati” che sono quindi oggi sfociati nelle ordinanze di misure cautelari emesse dal Gip di Brescia. Una delle due persone si trova ora agli arresti domiciliari, l’altra è stata colpita dall’interdizione dai pubblici uffici per sei mesi.

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Il Pirlo delle 6

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