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I ricercatori dell’Università di Brescia hanno pubblicato i primi dati di uno studio in cui sono stati trattati 100 pazienti con il Tocilizumab, un farmaco attualmente in uso per il trattamento di alcune malattie autoimmunitarie. Nel 77% dei casi le condizioni respiratorie dei pazienti sono migliorate o si sono stabilizzate.

“Su 100 pazienti trattati – spiega il prof. Nicola Latronico dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione 2 – 43 hanno ricevuto il Tocilizumab nell’unità di terapia intensiva, mentre 57 fuori dalla unità di terapia intensiva per indisponibilità di letti. Di questi 57 pazienti, 37 (65%) sono migliorati e hanno sospeso la ventilazione non invasiva, 7 (12%) pazienti sono rimasti stabili nella unità di terapia intensiva e 13 (23%) pazienti sono peggiorati (10 morti, 3 ricoverati in terapia intensiva). Dei 43 pazienti trattati in terapia intensiva, 32 (74%) sono migliorati (17 sono stati tolti dalla ventilazione artificiale e sono stati trasferiti in reparto), 1 (2%) è rimasto stabile e 10 (24%) sono deceduti”.

I ricercatori dell’Università di Brescia
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