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Legambiente Brescia, per fare un bilancio del 2021 e guardare avanti, parte dagli ultimi due anni segnati dalla pandemia che secondo il circolo cittadino ha portato alla consapevolezza dell’urgenza di un profondo cambiamento “per scongiurare la catastrofe climatica”.

Venendo al sodo Legambiente ha richiamato l’attenzione su sette diversi temi che riguardano la città con delle proposte, alcune delle quali molto concrete e radicali. Fra tutte ne citiamo due: niente più cassonetti in centro storico e forti limitazioni al traffico veicolare con l’istituzione di un’Area C sul modello di Milano.

Ovviamente all’alba del 2022 non si può fare a meno di parlare di quando la nostra città sarà Capitale della cultura a cui si aggiunge la candidatura per Capitale verde europea 2024.

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“Non è pensabile una capitale della cultura, oggi, che non sia anche capitale della cultura ambientale – dicono da Legambiente – Ci aspettiamo almeno che spariscano i cassonetti dal centro storico e che si limiti drasticamente l’ingresso di auto in centro”.

Sulla prima proposta Legambiente pone l’atavico obiettivo di ridurre la produzione di rifiuti e i costi di gestione. L’eliminazione dei cassonetti, la raccolta integrale porta a porta e la tariffazione puntuale sono ritenuti quindi una scelta strategica.

Per la seconda si guarda al capoluogo lombardo per inserire anche a Brescia limitazioni più vincolanti all’ingresso dei veicoli inquinanti per fasce concentriche della citta con ad esempio Area B e Area C. In questo senso viene richiesta una pianificazione urbanistica che scoraggi l’uso dell’auto a favore dei mezzi pubblici (fra cui anche il futuro tram) valutando anche la possibilità di riservare ai soli residenti il parcheggio di piazza Vittoria.

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Il Pirlo delle 6

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