“Sono rimasta molto colpita, positivamente colpita, perché ho visto davvero un’eccellenza, soprattutto una collaborazione forte tra un settore pubblico, un settore privato, ma un privato sociale composto da fondazioni, associazioni benefiche, che veramente hanno in mente l’impatto sociale sul territorio”.

Irene Tinagli a Èlive ha commentato così la sue due-giorni a Brescia, al termine di una serie di incontri che l’hanno portata a conoscere le politiche sulla casa messe in atto dal Comune di Brescia.

“Il costruire – ha aggiunto Tinagli – non è solo la casa, ma la comunità, l’inclusione, no? E questo, secondo me, è quello di cui abbiamo bisogno adesso. La crisi degli alloggi non è banalmente tirar su mattoni, ma fare in modo che ci sia l’accessibilità. Fare in modo che famiglie, che pur lavorando non riescono a permettersi un’ affitto, possano accedere a delle realtà belle, integrate, inserite in un contesto urbano, fornito di servizi.

LA STRUTTURA DELLA CONGREGA IN VIA MAZZUCCHELLI A BRESCIA

In via Mazzucchelli Tinagli ha visitato l’Housing Sociale della Congrega. “Questo complesso – ha detto parlando della struttura – è di un livello che ho visto poche altre volte in Europa. Risposta alla fascia media, alla rigenerazione, costruzione di un progetto di inclusione, comunità, sicurezza, giovani. Sono modelli virtuosi”

BRESCIA MODELLO EUROPEO, NON SECONDA A VIENNA. TINAGLI A ÈLIVE

IL PIANO CASA DEL GOVERNO: “VEDO CRITICITÁ”

Parlando del Piano Casa annunciato dal Governo, Tinagli condifa: “vedo criticità. Mancano linee guida giuste a livello nazionale. Il piano casa annunciato e inserito in un decreto che inizialmente abbiamo salutato con favore abbiamo visto che si muove su due binari che non efficaci: la gamba di edilizia pubblica (che punta alla ristrutturazione è molto sotto finanziata), centralizzata, con fondi tolti ai comuni per un progetto centralizzato. I proventi delle cessioni non andranno ad alimentare l’agenzia per la casa ma ad un conto per ripagare il debito pubblico.
L’altro aspetto che mi preoccupa è dato dai forti investimenti privati in un ambito di equilibri delicatissimi e che dipende da come sono e come verranno disegnati”.

” I grandi fondi che investiranno – ha spiegato Tinagli – avranno certamente un tornaconto ma si concentreranno, proprio per questo soprattutto nei grandi centri a scapito delle piccole e medie città dove la reddittività sarà meno interessante. Non da ultimo ci saranno condizionalità sociali per un periodo limitato di tempo, troppo limitato.
E’ un modello del centro nord Europa, modello che ha rovinato città come Berlino con migliaia appartamenti di proprietà di fondi che potranno negli anni gestire il mercato immobiliare a loro immobiliare, dettando regole e prezzi.

“VOGLIAMO UN FONDO EUROPEO DEDICATO ALL’HOUSING NEL BILANCIO EUROPEO”

“L’obiettivo – ha spiegato l’eurodeputata del Pd – è far inserire nel Bilancio dell’Unione Europea un Fondo destinato specificatamente all’Housing sociale”.
“Al momento ci sono fondi allocati per la casa, circa, 43 miliardi. Ci sono Fondi di coesione non utilizzati. Devono essere utilizzati per progetti per la Casa e di Housing sociale”.

ZANARDI, “ABBIAMO MOSTRATO LE ESPERIENZE VIRTUOSE DEL COMUNE DI BRESCIA”

“Abbiamo voluto fare questa giornata con l’On. Tinagli – ha sottolineato Michele Zanardi, segretario provinciale del PD – per cercare di fotografare quelle che sono le esperienze virtuose del Comune di Brescia e non solo. Ma anche per cercare di dare a lei strumenti nel percorso che sta portando avanti a livello europeo, cercando anche di esportare al di fuori di altre città. E non solo città, ma pensiamo anche alle periferie delle province”.