Il presidente di Confindustria Brescia: “Servono decisioni concrete, meno ideologia e più pragmatismo”
L’Europa deve ascoltare l’industria e passare dalle aperture alle decisioni. È il messaggio di Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia, dopo i recenti sviluppi sulla revisione del sistema ETS e sull’ipotesi di estendere il CBAM anche ai prodotti lavorati.
“Le recenti aperture della Commissione Europea sulla revisione del sistema ETS e l’ipotesi di estendere il meccanismo CBAM anche ai prodotti lavorati rappresentano un segnale che va nella giusta direzione”, afferma Streparava. Ora, però, servono scelte “concrete, rapide” e legate alla realtà delle fabbriche.
I COSTI
Secondo Confindustria Brescia, l’ETS si è trasformato in un meccanismo che pesa sempre di più sulle imprese, senza risultati ambientali proporzionati. Streparava chiede una revisione fondata su dati trasparenti e sulle differenze tra Paesi: gli impianti più performanti sono il 68% in Finlandia e il 57% in Svezia, mentre in Italia si fermano al 25%.
LA FILIERA
Sul CBAM, il rischio è penalizzare le produzioni europee a maggior valore aggiunto se il sistema resta limitato a materie prime e semilavorati. Per Streparava bisogna guardare all’intera catena produttiva.
“La vera sfida non è scegliere tra industria e ambiente”, chiude, ma creare regole che permettano all’industria europea di guidare la transizione “con meno ideologia e più pragmatismo”.




















































