La Banca centrale europea torna ad alzare il costo del denaro. Il Consiglio direttivo della Bce ha deciso un aumento dei tassi di interesse di 0,25 punti percentuali, il primo rialzo dal settembre 2023.

Dal 17 giugno il tasso sui depositi passerà dal 2% al 2,25%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali dal 2,15% al 2,40% e il tasso sui prestiti marginali dal 2,40% al 2,65%.

MUTUI

La decisione potrebbe avere conseguenze soprattutto per chi ha un mutuo a tasso variabile. I rialzi dei tassi ufficiali tendono infatti a riflettersi sull’Euribor, il parametro utilizzato per molti finanziamenti variabili. Chi ha un mutuo a tasso fisso, invece, non vedrà modifiche alle condizioni già sottoscritte.

SCENARIO

La Bce ha motivato la scelta con le nuove pressioni inflazionistiche legate all’aumento dei prezzi dell’energia. Durante la conferenza stampa, la presidente Christine Lagarde ha spiegato che il rincaro energetico potrebbe spingere ulteriormente l’inflazione durante l’estate e mantenerla sopra l’obiettivo anche nella prima parte del 2027.

Contestualmente, l’istituto di Francoforte ha rivisto al ribasso le stime sulla crescita economica dell’Eurozona e al rialzo quelle sull’inflazione.