
“Avete abbellito la via per travestiti, prostitute e spacciatori e alcolizzati. Provi a camminare lei qui davanti stasera”. È sulla sicurezza che il dibattito si infiamma all’ultima tappa (prima della pausa estiva) di “BresciaInComune”, il tour nei quartieri cittadini organizzato dalla Giunta Castelletti.
Passa totalmente sotto traccia la riqualificazione della Caffaro e il milionario intervento di salute pubblica per dare spazio ai temi della sicurezza per la massiccia presenza di immigrati e la svalutazione degli immobili commerciali, a detta dei commercianti, sempre meno appetibili.
Ma alla narrazione che via Milano sia come è sempre stata, la Sindaca (in particolare non ci sta) e, dopo aver ascoltato alcuni appunti dello stesso mood, ribatte punto su punto.
LAURA CASTELLETTI RIBATTE PUNTO SU PUNTO SULLA SICUREZZA IN VIA MILANO
“Scusate, posso cortesemente? Posso? – prende la parola Laura Castelletti – . Vorrei che ci parlassimo. Io sono venuta perché volevo ascoltare, sentire quali sono le sollecitazioni che arrivano, sono state chiare. Io le faccio una domanda che poi magari mi risponde: se dopo tre anni di governo Meloni le città sono più sicure o più insicure? Glielo chiedo perché lei ha citato immigrati e clandestini. Allora qualcuno si era preso degli impegni, io voglio sapere se sono stati mantenuti o no. Io so quali impegni noi ci siamo presi, guardate, lo dico perché il questore mi ha detto il primo giorno che è arrivato: lo dica sempre che la sicurezza è un compito dello Stato”.
“SONO CRESCIUTA DA QUESTE PARTI. MIA NONNA ABITAVA IN VIA CAMOZZI”
“Dovete anche spiegarmi, – ha proseguito la Sindaca – perché se mi dite che il questore è molto bravo ma la città è molto insicura…, cioè le due cose non devono viaggiare insieme, perché per forza, o fa bene il suo mestiere o non lo fa. Io penso che quel che riguarda il suo lavoro lo faccia bene. E non possiamo dire che via Milano sia peggio di prima, perché io ho 63 anni e questa città la vivo da sempre, ok? Allora io sono cresciuta, mia nonna in via Camozzi, quindi questa zona la conosco, la conosco, la conosco bene”.
“NESSUNO NEGA CHE CI SIANO PROBLEMI”
“Questo non vuol dire negare che ci siano dei problemi, però vi chiedo anche di non negare che ci sono degli interventi che sono stati strutturali, fisici. Questo spazio pubblico, oggi è uno spazio pubblico, noi siamo qui a fare un’assemblea, a parlarci, magari anche un pochettino a scannarci se vogliamo, ma questa è una sala di lettura, è uno spazio pubblico. Lì c’è un consultorio dove vanno tutte le famiglie, dove ci occupiamo di adolescenti. Qua era il degrado totale(via Milano 140), qui venivamo giorno sì, giorno no con la polizia per gli sgomberi“.


















































