La Lombardia sta affrontando una crisi che tocca i pilastri della convivenza civile: salute, mobilità e difesa del territorio con una gestione delle risorse definita inefficiente e “strabica”.

Emilio Del Bono, vice presidente del Consiglio Regionale della Lombardia, dati di bilancio alla mano, ci va giù pesante sulla gestione della Regione a guida centro destra.

DEL BONO A ÈLIVE

Sanità: il rischio spopolamento delle valli

Il podio delle inefficienze lo guadagna la sanità con “una situazione critica per quanto riguarda la medicina del territorio e le liste d’attesa”.

Del Bono, per descrivere il disagio dei cittadini, prende d’esempio la situazione della pediatria in Alta Valle Camonica: “Il fatto che delle famiglie debbano fare 40 km per andare dal pediatra la dice già lunga… 40 km andare, 40 km tornare sono 80 km”.

Per l’esponente dem, la mancanza di servizi di base nelle zone periferiche non è solo un problema logistico, ma una minaccia demografica per l’intera regione: “Se non mettiamo mano seriamente alle politiche sanitarie – sottolinea Del Bono – noi andremo incontro ad un rischio reale di spopolamento di pezzi interi di territorio”.

Trasporti: Trenord come un’ “idrovora” di risorse

Il fronte più caldo resta quello del Trasporto Pubblico Locale (TPL). Del Bono denuncia una distribuzione dei fondi profondamente sproporzionata, evidenziando quello che definisce un “difetto strabico”: la Regione destina 681 milioni di euro a Trenord, mentre solo 680 milioni vengono stanziati per tutto il resto del trasporto pubblico regionale (bus, tram e metropolitane).

Questa scelta appare paradossale alla luce dei dati sull’utenza: “Le persone che usano il sistema ferroviario Trenord sono un sesto dei cittadini che invece usano i bus urbani, extraurbani, i metrò e i tram”. Nonostante l’ingente afflusso di denaro, il servizio ferroviario non mostra miglioramenti, con quasi il 20% dei treni che viaggiano con oltre 15 minuti di ritardo e un aumento dei costi dei biglietti superiore al 10% negli ultimi tre anni.

Per queste ragioni, Del Bono definisce il sistema ferroviario come uno “sbilanciamento costante e progressivo… che sta diventando un’idrovora”, sottolineando come la Regione si stia “dissanguando” per tenere in piedi un sistema inefficiente.

Diseguaglianza territoriale: il caso della Provincia di Brescia

La crisi dei trasporti si traduce in una crescente diseguaglianza tra i grandi centri urbani e le province.

Del Bono indica il Comune di Brescia come esempio virtuoso nel TPL. “Se il Comune di Brescia riesce a investire risorse proprie per garantire servizi e gratuità per i minori, nel resto della provincia la situazione è drammatica”.

“Per il resto della provincia buio nero” – rincara del Bono – “Buio nero perché evidentemente le risorse che vengono trasferite all’agenzia del TPL non sono neanche necessarie per fare un servizio serio”.

“In provincia di Brescia, fuori dall’area urbana, il trasporto pubblico è quasi inesistente o ridotto al solo servizio scolastico, portando i cittadini a utilizzare il mezzo pubblico per meno del 5%” .
Un dato che Del Bono definisce “un’anomalia” rispetto agli standard europei, specialmente in un territorio a forte vocazione turistica.