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S&P Global Rating (S&P) ha annunciato di avere rivisto al ribasso l’outlook della multi-utility A2A, portandolo da stabile a negativo, confermando il rating a BBB/A-2.


In particolare, S&P prevede che il Funds from Operation ratio (FFO) e debito sia in media del 21% nel periodo 2022-2024 e che il debito aumenti di 1,6 miliardi di euro per finanziare l’elevata spesa in conto capitale (capex), portando a 500 milioni di euro di free cash flow negativo all’anno.

“Nonostante l’impegno da parte della società al mantenimento del proprio rating e la possibilità di misura correttive del credito, le distribuzioni di dividendi relativamente elevate e la strategia di acquisizione potrebbero impedire l’accumulo di una copertura per il rating”, si legge nel report di S&P nel quale si spiega che l’outlook negativo indica la possibilità di un peggioramento del rating se, nella transizione a un modello di business più focalizzato su generazione e merchant, A2A non riuscisse a implementare misure sufficienti per riportare il rapporto tra FFO e debito al di sopra del 23% nei prossimi 18-24 mesi.

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Gianpaolo Natali, presidente della Commissione Bilancio del Comune di Brescia per Fratelli d’Italia, in una nota, si dice “preoccupato”.

“Il fatto che le previsioni di S&P sul futuro di A2A non siano propriamente lusinghiere, non può che gettare un’ombra sull’economia della città e della provincia – aggiunge Natali -. 
A2A risulta tra le più grandi e prestigiose multiutility in Italia operanti sul nostro territorio: oltre a dare lavoro a circa 3 mila bresciani, è una risorsa preziosissima per il Comune di Brescia, suo socio di riferimento, che, grazie ai 70 milioni circa di dividendi percepiti annualmente, riesce a mantenere in ordine il proprio bilancio” continua Natali. 

“Il giudizio negativo di S&P verte sul nuovo piano di investimenti a lungo termine, promossi da A2A dal 2021 al 2030: si ritiene infatti che l’accelerata in programma da parte della multiutility possa portare ad una decisa diminuzione degli utili per la stessa società.

S&P – prosegue la nota di Natali – prevede in particolare che nel periodo di riferimento 2022-2024 si assisterà ad un aumento del debito per più di 1 miliardo e 600 milioni, dovuto appunto alla necessità di finanziare gli investimenti programmati. Di conseguenza si arriverebbe ad un allarmante cash flow negativo di 500 milioni di euro all’anno. 
Ma esiste ancora speranza di porre rimedio a tale scenario? , si chiede Natali.

“Fratelli d’Italia auspica ovviamente di sì. La speranza è quella che le previsioni di S&P possano essere disattese. Data la grande capacità di stare sul mercato e fare numeri importanti, ampiamente dimostrata negli anni da A2A, conclude Natali – confidiamo che essa possa mettere in atto misure correttive sufficienti a garantirne la crescita senza mettere a rischio il proprio bilancio e i famosi dividendi destinati al bene della nostra città”

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Il Pirlo delle 6

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