
L’agricoltura bresciana accelera nonostante crisi internazionali, rincari e incertezze europee. Nel 2025 il valore della produzione agricola ha raggiunto quota 2,207 miliardi di euro, con un aumento del 10,6% rispetto all’anno precedente. Un risultato che conferma Brescia tra i territori trainanti del sistema agroalimentare lombardo e nazionale, in un quadro ancora segnato da tensioni geopolitiche, emergenze climatiche e difficoltà sui mercati.
I dati emergono dalla nuova edizione di Conoscere l’agricoltura 2026, realizzata da Confagricoltura Brescia insieme a Nomisma. A sostenere la crescita è soprattutto la zootecnia, che da sola rappresenta l’87% del valore complessivo del comparto agricolo provinciale.
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ZOOTECNIA
A guidare il settore resta il comparto lattiero-caseario. I bovini da latte salgono dell’1,9%, arrivando a circa 279mila capi, mentre le consegne di latte toccano i 17,6 milioni di quintali. In crescita anche il suinicolo, con oltre 1,14 milioni di capi e un aumento del 2,8%.
Più articolata invece la situazione dell’avicolo: diminuiscono del 3,3% i capi destinati alla carne, mentre crescono del 4,9% le galline ovaiole.
Sul fronte delle coltivazioni, il mais si conferma la coltura dominante. Il mais ceroso e quello da granella coprono oltre la metà delle superfici a seminativi, con produzioni in aumento e un incremento delle superfici coltivate del 3,5%.
Segnali positivi arrivano anche dal vino. Dopo le difficoltà degli ultimi anni, il comparto vitivinicolo torna a crescere: la produzione raggiunge i 713mila quintali, con un balzo del 10% rispetto al 2024 e una ripresa degli investimenti.
LAVORO
Resta invece in calo il numero delle aziende agricole attive. In provincia di Brescia si contano oggi 8.957 imprese, in diminuzione dell’1,4%, un dato che porta il settore sotto la soglia simbolica delle 9mila attività. Nonostante questo, il territorio mostra una tenuta superiore rispetto ad altre aree italiane.
Positivo il dato occupazionale: gli addetti sono 17.080 e quasi un contratto su tre è a tempo indeterminato. La componente straniera rappresenta invece il 45% della forza lavoro agricola.
Riparte anche il credito al comparto, con finanziamenti cresciuti del 2,9%, segnale di una ritrovata fiducia delle imprese e della volontà di continuare a investire.
Sempre più forte anche il peso dell’agroalimentare e delle attività collegate. Il settore supera il miliardo di euro di valore, mentre gli agriturismi salgono a 375 strutture, pari al 21% del totale lombardo.
“L’agricoltura bresciana dimostra ogni giorno la propria forza – sottolinea il vicepresidente vicario di Confagricoltura Brescia Oscar Scalmana –, ma ora servono politiche più coerenti e una Pac che sostenga davvero le imprese. Solo così sarà possibile consolidare i risultati e affrontare le sfide future. Dal nostro Conoscere l’agricoltura capiamo bene che il settore cresce, investe e innova, ma ha bisogno di scelte strategiche per continuare a essere protagonista. Questo vogliamo e chiediamo, nell’anno in cui celebriamo i 110 anni dalla fondazione dell’Unione provinciale agricoltori di Brescia”.

















































