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Danni per 1,4 milioni di euro. Sono passati mesi, ma la ferita dell’alluvione di Niardo e Braone è ancora aperta. Oggi il Ministero delle Politiche agricole ha riconosciuto l’eccezionalità delle piogge alluvionali che lo scorso luglio hanno duramente colpito la Val Camonica.

“È un primo importante passaggio, ora lavoreremo affinché i ristori nazionali siano rapidi e consistenti” il commento dell’assessore regionale Fabio Rolfi.

L’esondazione del torrente Re ha avuto pesanti ripercussioni anche per il settore primario. Le superfici aziendali più prossime all’alveo sono state ricoperte da una coltre di fango e altro materiale per più di 50 centimetri. Tali superfici erano investite principalmente a prato, prato-pascolo, ma anche a mais e colture arboree. Il ripristino di queste aree comporta spese per l’asportazione e bonifica di tutto il materiale depositato, la rimessa a coltura delle superfici coinvolte e il ripristino delle piantumazioni con annessi impianti di irrigazione. Il costo è indubbiamente alto.

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Anche i danni al patrimonio zootecnico non sono indifferenti con ripercussioni alle strutture di allevamento, ma anche a materiali consumabili come il foraggio o strumenti come apparecchiature per la mungitura.

Da qui la stima totale che come detto è pari a 1.401.065 euro.

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Il Pirlo delle 6

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