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Ancora guai per il figlio del Procuratore Capo Tommaso Buonanno

Il nome del figlio del procuratore capo di Brescia Tommaso Buonanno torna nelle cronache nere della nostra provincia. Finito in carcere con l’accusa di aver rapinato a mano armata un supermercato nella bergamasca, Gianmarco Buonanno è indagato dalla Procura di Brescia, gli uffici di lavoro del padre, per aver fornito le armi della rapina al supermercato Simply Sma a manerbio lo scorso 13 gennaio. Una rapina a fruttare un bottino di 15 mila euro. Secondo le ricostruzioni fornite dagli inquirenti l’assalto al supermercato fu opera di Davide Astorre e Luigi Mazzocchi, i complici di Gianmarco Buonanno nella rapina a Zogno nella bergamasca. Per quella rapina il sostituto procuratore di Bergamo ha chiesto tre anni a Gianmarco Buonanno e otto anni e sei mesi per Astorre e Mazzocchi con la sentenza attesa per il prossimo 12 settembre. Tornando alla vicenda della rapina nella bassa bresciana secondo le indagini le armi utilizzate dai rapinatori sarebbero state fornite da Gianmarco Buonanno. Il figlio del procuratore capo non avrebbe partecipato attivamente ma avrebbe consegnato nelle mani dei rapinatori le armi per entrare nel locale facendosi consegnare il denaro in cassa. Non solo. Le armi in questione potrebbero essere anche le stesse utilizzate nella rapina di Zogno.

 

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