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L’Aula del Consiglio regionale ha dato il via libera a maggioranza alla legge ribattezzata “salva spiedo bresciano”. In buona sostanza una legge che permette di reintrodurre i famosi uccellini nello spiedo anche destinato alla vendita, ma ad alcune condizioni.

Dal 2014 le norme vietavano il commercio e la vendita di avifauna cacciabile per fini commerciali escludendo così la possibilità a ristoranti, alberghi, mercati, fiere e sagre di proporre lo spiedo bresciano. Secondo la legge approvata i cacciatori potranno cedere a titolo gratuito a ristoranti e a sagre fino a 150 capi all’anno di selvaggina piccola da utilizzare per la preparazione dello spiedo. La cessione a titolo gratuito da parte dei cacciatori sarà monitorata da un apposito sistema di tracking, mentre la legge stabilisce anche un sistema di controlli per garantire la tracciabilità della selvaggina. Non mancano poi le sanzioni.

C’è chi però non è d’accordo. In commissione avevano espresso parere contrario Pd e M5s, mentre nel giorno del voto ha tuonato l’europarlamentare di Europa Verde Eleonora Evi definendo la misura “inspiegabile, anacronistica e scellerata”.

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“Si tratta di una proposta sconsiderata sotto molteplici punti di vista – ha detto la Evi – andrebbe a danneggiare ulteriormente l’avifauna migratrice e a stimolare il mercato illegale, alimentando un colossale commercio in nero, che rappresenta già un evidente problema, come dimostrano i reiterati sequestri operati dai Carabinieri Forestali”.

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Il Pirlo delle 6

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