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Il testo sull’autonomia regionale ha subito diverse variazioni durante il vertice di maggioranza. Stracciato completamente l’articolo sull’assunzione diretta su base regionale dei docenti. Un provvedimento che ha fatto storcere e non poco il naso a Fontana e Zaia. Festeggia invece il Movimento 5 Stelle. Dell’articolo resta soltanto la possibilità per le Regioni di prolungare da 5 a 7 anni l’obbligo di permanenza sul territorio dopo l’ottenimento della cattedra.

Non una bocciatura ma un freno al nodo finanziario. Le regioni virtuose che hanno entrate superiori al bilancio vorrebbero non condividere l’extra-gettito. Un tema delicato dato che l’articolo 119 della Costituzione impone alle regioni più ricche di aiutare quelle più povere. Su questo fronte però non è ancora stata presa nessuna decisione.

Passi avanti invece sui temi ambiente e sanità. Approvato il piano paesaggistico che prevede la salvaguardia dell’ambiente regionale. In questo ambito il Veneto punta alla gestione di alcuni siti UNESCO. Sì al piano gestione rifiuti:  prevenzione, riciclo, recupero e smaltimento i punti fondamentali.

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Negata la gestione regionale di autostrade, aeroporti, porti e ferrovie. Le regioni potranno creare zone economiche speciali e avranno competenza per il masterplan aeroportuale. Lunedì invece si riparlerà dei beni culturali. Bocciate per il momento le soprintendenze regionali.

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Il Pirlo delle 6

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