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Bombe carta casette via Gatti: scherzo di cattivo gusto di alcuni ragazzini

Una bravata o molto più probabilmente uno scherzo di cattivo gusto per carnevale. Sarebbero stati dei ragazzini a far esplodere la bomba nelle casette di via Gatti e al campo nomadi di Rezzato. Una bravata a far alzare il livello della tensione politica in città e provincia. Le prime indiscrezioni sulle indagini svolte dalla Polizia e Carabinieri sulle bombe carta esplose la notte tra il 10 e l’11 febbraio alle casette occupate di via Gatti in cui vivono una sessantina di italiani e stranieri che nei mesi scorsi hanno subito lo sfratto, e al campo nomadi di Rezzato, avrebbero inquadrato un gruppetto di giovanissimi, cinque o sei studenti poco più che diciottenni, tra loro anche gli autori materiali. Nelle ore immediatamente successive all’episodio di via Gatti gli inquirenti hanno messo in campo tutte le risorse disponibili, passando al setaccio i dati raccolti dalle telecamere di sorveglianza e dai portali di lettura targhe, incrociandoli anche con il traffico delle celle telefoniche di tutta la zona. Analisi che hanno messo in luce gli elementi che hanno portato ad un ragazzo, 18enne da pochi mesi, che abita nella periferia sud-est della città e che è stato convocato in caserma. Quella sera, con lui, c’erano altri amici del quartiere, tutti meno che ventenni. I riscontri raccolti dagli inquirenti li indicherebbero come gli autori del lancio di petardi contro le casette occupate di via Gatti e contro il campo nomadi di Rezzato. Nessun riscontro su affinità politiche dei giovani e delle famiglie. L’ipotesi più probabile è che il lancio di petardi sia maturato come una bravata, uno scherzo di cattivo gusto, come festeggiamento di carnevale.

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Il Pirlo delle 6

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