Sono nove le misure cautelari eseguite nelle prime ore di oggi dalla Polizia di Stato di Brescia nell’ambito di un’indagine su una violenta estorsione consumata nell’autunno del 2024 in provincia.

SEI IN CARCERE, TRE AGLI ARRESTI DOMICILIARI

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brescia, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto la custodia in carcere per sei persone e gli arresti domiciliari per altre tre, ritenute gravemente indiziate di aver preso parte al sequestro e alle minacce ai danni di un rappresentante di commercio.

INDAGINI PARTITE DA UNO SMARTPHONE

Le indagini sono partite analizzando il contenuto di uno smartphone sequestrato in una precedente inchiesta per rapina a mano armata. All’interno del device gli investigatori hanno trovato una lunga registrazione audio che documenterebbe integralmente l’incontro durante il quale sarebbe stata consumata l’estorsione.

L’ESTORSIONE

Secondo quanto ricostruito, la vittima sarebbe stata attirata con l’inganno presso la sede di un’azienda nel Bresciano dai due presunti mandanti. Una volta sul posto, l’uomo si sarebbe trovato circondato da un gruppo di persone sconosciute che lo avrebbero trattenuto contro la sua volontà, sottraendogli chiavi dell’auto ed effetti personali. Le minacce sarebbero poi degenerate: prima con l’uso di forbici, quindi con una pistola automatica.
Dopo oltre due ore di violenze e intimidazioni, il rappresentante sarebbe stato costretto a effettuare bonifici tramite home banking per una somma complessiva superiore ai 90 mila euro.

L’uomo, residente in Liguria, è stato successivamente identificato dagli investigatori e ha sporto denuncia la sera stessa dei fatti presso il proprio comune di residenza.

Fondamentale, per la ricostruzione dell’episodio, è stato l’incrocio tra le dichiarazioni della vittima, l’analisi delle voci contenute nella registrazione e i dati del traffico telefonico delle utenze riconducibili agli indagati. Elementi che hanno consentito agli inquirenti di delineare ruoli e responsabilità, ricostruendo nel dettaglio la pianificazione e l’esecuzione della trappola ai danni del commerciante.

Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e verificare possibili collegamenti con altri episodi analoghi.

L’operazione è stata condotta dalla Squadra Mobile di Brescia, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia, della Squadra Mobile di Verona — dove risiede uno degli indagati — e dei Commissariati di pubblica sicurezza “Carmine” e di Desenzano del Garda.