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Per certi versi sembra di essere sul set di Narcos, la serie televisiva tra le più acclamate dalla critica sulla piattaforma Netflix avente come tema principale il mondo della droga colombiana. Ma cosa c’entra Brescia con la Colombia? Molto, perfino anche troppo. Perchè la nostra città è uno dei crocevia più forti del mondo del narcotraffico europeo e mondiale. Scavando nell’oscurità di un mondo fatto di illegalità si parte da Brescia e si arriva al Clan Del Golfo, l’organizzazione più potente della Colombia. Non si tratta di voci ma di fatti reali riscontrati dalle indagini della Procura. Ad avvalorare questa tesi c’è stata la visita ai magistrati bresciani di Cesar Augusto Zapata Rias, procuratore di Medellín, la città dove Pablo Escobar costruì il suo impero del narcotraffico e dove ancora oggi è ai vertici nella produzione di cocaina. Il faccia a faccia, alla presenza del procuratore nazionale antimafia, è servito a mettere sotto la lente di ingrandimento la fitta rete di relazioni che partono dalla Colombia, passano dalla Germania e arrivano fino all’ombra del Cidneo. Il procuratore di Medellín ha riconosciuto il ruolo della nostra città nello scacchiere del narcotraffico. I collegamenti con il cartello del Clan del Golfo sono gestiti da coloro che tengono le redini dello spaccio nel Bresciano. La cocaina arriva a Brescia dai porti di Gioia Tauro, Genova e Rotterdam, caricata in Colombia su container di proprietà di persone all’oscuro di tutto, container che spesso vengono imbarcati con il via libera di personale portuale corrotto. No, non è Narcos. No, non è una serie Tv. E’ la cruda realtà del mondo della droga che tocca anche Brescia.

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Il Pirlo delle 6

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