Brescia fa un passo avanti nella lotta allo spreco d’acqua. Nel 2025 la dispersione della rete idrica cittadina è scesa al 20%, un dato che colloca il capoluogo tra le realtà più virtuose del Paese. Mentre in Italia la media supera ancora il 42%, la città ha ridotto le perdite di oltre quattro punti percentuali in un solo anno.

BENEFICIO PER LA CITTÀ

Il risultato arriva da un percorso avviato nel 2017, quando la dispersione era pari al 31,9%. Da allora la strategia portata avanti da A2A Ciclo Idrico insieme al Comune ha permesso di recuperare dodici punti percentuali, dimezzando l’acqua dispersa nella rete.

Il beneficio concreto è significativo: rispetto a otto anni fa sono stati “salvati” 5,4 milioni di metri cubi d’acqua. Una quantità sufficiente a coprire il fabbisogno annuale di una città di circa 70mila abitanti.

SENSORI E DISTRETTI CONTRO LE PERDITE

Alla base di questo risultato c’è un sistema di controllo della rete sempre più capillare. I 680 chilometri dell’acquedotto cittadino sono stati suddivisi in 32 distretti, piccole aree che permettono di monitorare meglio la pressione dell’acqua e individuare rapidamente eventuali anomalie.
La suddivisione consente di ridurre lo stress sulle tubazioni e di intervenire più velocemente quando si registrano segnali sospetti, soprattutto durante le ore notturne quando il consumo è minimo e le perdite diventano più evidenti.

Un ruolo chiave lo ha avuto anche il progetto Aquarius, avviato nel 2019 e sostenuto dai fondi del PNRR. In città sono stati installati 1.265 sensori acustici che controllano oltre 320 chilometri di rete. Grazie a questa tecnologia sono già state individuate e riparate 226 perdite.
Il sistema funziona ascoltando il “rumore” prodotto dall’acqua quando fuoriesce da una condotta. Una sorta di rete invisibile che consente di intercettare le microperdite prima che diventino guasti più gravi.