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La sentenza della Cassazione riguardo il divieto di vendita di prodotto derivati dalla cannabis come olio, resina, foglie e infiorescenza potrebbe avere conseguenze non indifferenti dal punto di vista economico in tutto il Paese e ovviamente anche a Brescia.

«La commercializzazione di “cannabis sativa L” e, in particolare, di foglie, inflorescenze, olio, resina, ottenuti dalla coltivazione della predetta varietà di canapa, non rientra nell’ambito di applicazione della legge n.242 del 2016 che qualifica come lecita unicamente l’attività di coltivazione di canapa» a fini medici, «pertanto integrano reato», afferma la Cassazione.  «Le condotte di vendita e, in genere, la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati» dalla coltivazione della cannabis, «salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante».

Dal Viminale nel frattempo le uniche indicazioni operative riguardano una mappatura degli esercizi commerciali. Per quanto riguarda il territorio Bresciano, si tratta di 28 attività in città e 3 a Desenzano del Garda. La direttiva per ora si limita ad un controllo sul possesso delle certificazioni su igiene, agibilità, impiantistica, urbanistica e richieste della legge per poter operare.

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Inoltre, l’obiettivo del Ministero è quello di localizzare gli esercizi commerciali che si trovano in luoghi sensibili a rischio consumo di sostanze come le scuole e i parchi. Dei controlli ulteriori poi verranno effettuati per prevenire eventuali comportamenti vietati da parte degli operatori.

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Il Pirlo delle 6

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