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Prosegue il cammino di avvicinamento all’appuntamento con il 2023 in cui le città di Brescia e Bergamo saranno capitali italiane della cultura.

“Siamo a buon punto – ha detto il sindaco Emilio Del Bono – Abbiamo costruito la struttura istituzionale per questo appuntamento. Andiamo avanti in grande sintonia, abbiamo raccolto oltre 430 progetti ma ci tengo a sottolineare che le porte sono aperte e quindi invitiamo le nostre comunità ad andare avanti a pensare, a progettare e a segnalare le loro idee”.

A gennaio 2022 ci sarà la prima scadenza importante in vista della delifizione di questo avvenimento: secondo la norma infatti andrà consegnato un dossier che dovrà anche contenere uno scheletro di quello che diverrà poi il palinsesto, magari con quelli che saranno gli appuntamenti più importanti. Questo non vuol dire che a quel punto i giochi saranno già fatti, anzi ci sarà davanti ancora tutto il 2022 per raccogliere nuove proposte e delineare così il tutto.

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“Abbiamo cercato di declinare il tema generale in quattro grandi aree anche per facilitare un po’ il lavoro e chiarire cosa ci aspettiamo – ha aggiunto il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, presente oggi a Palazzo Loggia – Parliamo di patrimonio materiale e immateriale oggi nascosto e quindi da svelare, parliamo di rapporto fra città e natura, parliamo della città che inventa e infine della cultura come cura”.

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Il Pirlo delle 6

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