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Nodo abbattimenti cinghiali e contenimento della peste suina. La Regione ha approvato il piano di interventi urgenti che in buona sostanza cancella i limiti massimi di capi abbattuti.

“Non esistono più limiti massimi abbiamo previsto ogni strumento e azione attuabile, con l’obiettivo di ridurre drasticamente la presenza di questo animale – ha dichiarato soddisfatto l’assessore Fabio Rolfi – Abbiamo introdotto anche accordi con la grande distribuzione per la commercializzazione di una filiera regionale della carne di cinghiale, che sta dando ottimi riscontri”.

Entrando più nel dettaglio viene sostituita per la caccia di selezione la soglia massima di prelievo con una soglia realizzativa minima, che deve corrispondere a un target di prelievo pari a non meno dell’80% della popolazione stimata nell’Unità di gestione di attuazione. Si fissa, inoltre, l’obiettivo di un incremento minimo del 30% di capi prelevabili in caccia di selezione rispetto a quanto stabilito in sede di ciascun piano di prelievo.

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Aumentano anche i giorni possibili per effettuare questo tipo di caccia: si passa da tre a cinque giorni escludendo di fatto solo il martedì e il venerdì che sono per legge di silenzio venatorio.

“La caccia di selezione al cinghiale in Lombardia è già praticata in orario notturno – ha ricordato Rolfi – e può coprire l’intero arco dell’anno. Grazie alle modifiche normative introdotte in questi anni dalla Regione siamo passati dai 7.300 abbattimenti del 2018 ai 14.000 del 2021. Ora però è necessario un ulteriore incremento degli interventi”.

Abbattimenti nel 2021

Bergamo 2.152; Brescia 2.036; Como 3.876; Cremona 271; Lecco 368; Lodi 21; Mantova, non consentita; Milano 106; Monza e Brianza, non consentita; Pavia 1.730; Sondrio 477; Varese 1.906.

Parchi e Riserve: 1187.

Totale Lombardia: 14.130.

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Il Pirlo delle 6

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